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A Google piacciono gli elenchi puntat

A Google piacciono gli elenchi puntati

Seo , 16 Marzo 2018
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Un semplice trucco per scrivere testi Seo friendly

Per posizionarsi al meglio sui motori di ricerca, e conquistare così le prime posizioni della SERP, i contenuti dei siti web sono importantissimi. Tra gli elementi fondamentali per scrivere un buon testo Seo ci sono sicuramente l’originalità (Google penalizza i contenuti duplicati, e in particolar modo quelli copiati pari pari), la lunghezza (un buon testo per un sito web non deve essere troppo lungo ma nemmeno troppo breve, mentre la lunghezza ideale di un articolo di blog è di 300 parole) e ovviamente la densità di parole chiave al suo interno; ma un altro aspetto da non sottovalutare è la strutturazione dei contenuti all’interno del testo.

Il punto elenco per l’indicizzazione Seo

Un testo pensato per il web deve necessariamente essere organizzato in paragrafi successivi, ciascuno dei quali deve essere introdotto da un titolo di paragrafo che dal punto di vista dell’impaginazione va evidenziato attraverso il ricorso agli headings (h2 o h3), le intestazioni che indicano a Google la struttura della pagina e dei contenuti.

Esiste però un altro stratagemma che permette di segnalare a chi legge – utente o spider di Google che sia – l’importanza di determinate parole o porzioni di testo: i punti elenco.

Gli elenchi puntati ci offrono la possibilità di estrapolare e sintetizzare in pochi punti i concetti chiave di un discorso articolato, rimandando in maniera rapida e diretta un quadro di insieme che ben si presta al colpo d’occhio e alla lettura veloce, tipica della fruizione dei contenuti sul web. La chiarezza nell’organizzazione dei contenuti rappresenta un valore aggiunto per i motori di ricerca: siti ben strutturati e con contenuti logicamente articolati in blocchi successivi avranno pertanto maggiori possibilità di essere meglio indicizzati nei motori di ricerca.

Come strutturare gli elenchi puntati sul web

I punti elenco permettono di trovare una via d’uscita all’eterno dilemma tra keyword e comprensibilità del testo: se da un lato pagine infarcite di parole chiave e long-tail risultano sostanzialmente illeggibili (e Google si sta facendo sempre più smaliziato nello scoprirle e penalizzarle) e dall’altro contenuti piacevolmente discorsivi rischiano di non essere Seo friendly, ecco che gli elenchi rappresentano una perfetta sintesi per le due facce della medaglia.

In un punto elenco infatti:

  • possiamo facilmente inserire keyword e parole chiave Seo nel testo senza ricorso alla necessaria sintassi della frase;

  • possiamo evidenziare i singoli punti con un apposito heading (h4, per esempio);

  • possiamo anticipare gli argomenti di cui si parlerà nel prosieguo, oppure riassumerli sinteticamente dopo averli trattati;

  • possiamo richiamare l’attenzione su determinati temi o aspetti.

 

La grammatica dei punti elenco

Come scrivere gli elenchi e quali sono le regole grammaticali corrette? Iniziali maiuscole o minuscole? Punto o punto e virgola? Rispettare quanto prescrive la nostra lingua è importante anche sul web: errori, incoerenze o imperfezioni sono sintomo di testi e siti poco curati o approssimativi e lasciano una cattiva impressione ai visitatori.

Per gli elenchi puntati la grammatica prevede l’iniziale minuscola all’inizio di ogni punto se l’enumerazione è introdotta da una frase che termina con i due punti. In questo caso, inoltre, al termine di ogni punto va posto un punto e virgola, ad eccezione dell’ultimo che invece richiede il punto fermo conclusivo.

Esempio:
  • primo punto;
  • secondo punto;
  • ultimo punto.

 

Una possibile variante è rappresentata da un elenco puntato con iniziali maiuscole: in questo caso non ci devono essere i due punti alla fine della frase che lo introduce, né i punti e virgola alla fine di ogni punto (si lascia semplicemente senza alcun segno di interpunzione). Tuttavia, il punto fermo finale al termine dell’ultimo punto è sempre necessario.

Esempio.
  • Primo punto
  • Secondo punto
  • Ultimo punto.

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