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Dopo Cambridge Analytica, Zuckerberg tenta di recuperare lanciando il nuovo programma Data Abuse Bounty

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e le prime scuse di Zuckerberg, chi ha seguito la vicenda si è chiesto: What's next? 

La risposta è in una novità presentata pochi giorni fa, proprio quando il CEO di Facebook si è difeso davanti al Congresso USA. Collin Greene, a capo del dipartimento di Product Security, ha annunciato su Newsroom il lancio del Data Abuse Bounty Program, pensato per proteggere i dati personali degli utenti a partire dall'identificazione delle violazioni della Privacy Policy.

Come funziona il nuovo programma

Con l'introduzione del nuovo sistema, viene incentivata la segnalazione da parte degli utenti stessi delle app che raccolgono i loro dati sensibili per cederli a chi ha intenzione di sfruttarli. Nelle parole di Greene: "Il programma ricompenserà con somme da 500 a 40.000 $ gli utenti che segnaleranno direttamente i casi in cui un'app della piattaforma Facebook raccoglie e trasferisce i dati degli utenti a terze parti perché vengano venduti, usati per truffe informatiche o per agire a livello politico."

La ricompensa sarà basata sulla portata di ogni segnalazione, la cui legittimità dovrà essere comunque valutata caso per caso. Se verrà identificata una minaccia effettiva, l'app colpevole pagherà con l'eliminazione dalla piattaforma e risponderà legalmente dell'abuso.

Gli altri interventi per proteggere la Privacy

Il Data Abuse Bounty Program, tuttavia, non è che l'ultima delle misure adottate da Facebook per arginare il problema. La creazione di un Privacy Shortcut in cima al News Feed, per esempio, consente un accesso immediato alle impostazioni sulla privacy. Come vi sarà capitato di notare, poi, in questi giorni Facebook sta inviando dei reminder per ricordare a ciascuno quali app hanno acesso ai dati e, se lo si desidera, come rimuoverle.

Inoltre, è stato ristretto il numero di app che hanno accesso ai dati degli utenti e verrà revocato l'accesso a quelle che rimangono inutilizzate per almeno 3 mesi. Sono state anche create delle etichette specifiche per identificare i post politici sponsorizzati

Le critiche, ovviamente, non hanno tardato ad arrivare: diversi esperti hanno sottolineato come ostacolare chi sfrutta i dati degli utenti sarà più difficile di quanto non sembri. A ben guardare, infatti, il Data Abuse Bounty prevede che l'accusa riguardi più di 10.000 utenti. I dati continueranno ad essere raccolti senza alcun problema e resterà da definire il limite dell'abuso

Come ha sottolineato Greene, in ogni caso, si tratta del primo programma di questo genere mai sviluppato, perciò sono previsti cambiamenti man mano che la società riceverà i feedback da parte di chi lo utilizzerà. Quel che è certo è che nel prossimo futuro si farà sempre più forte la necessità di affrontare in maniera innovativa i problemi legati alla protezione dei dati e alla sicurezza informatica.

Cyber security

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